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Paragrafo 2 . La Francia dalla seconda repubblica all'impero.
     
In  Francia la situazione politica era alquanto instabile.  Il  potere
politico  era  esercitato  dalle forze pi moderate,  vincitrici  alle
elezioni  del 1849, la cui base sociale, per, non era compatta:  essa
era  infatti  formata  da  soggetti  di  diversa  estrazione  sociale,
borghese  ed  aristocratica, che sino a poco tempo prima  erano  stati
divisi  da  profondi  contrasti; inoltre il proletariato  e  le  forze
politiche democratiche erano ancora in stato di agitazione.
     L'instabilit   politica   favor  Luigi   Napoleone   Bonaparte,
agevolandolo nel tentativo di concentrare gran parte del potere  nelle
sue  mani.  A  tale scopo, egli cerc di consolidare lo  stesso  vasto
consenso che lo aveva portato
     
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     ad  essere  eletto  presidente  della  repubblica.  Assecond  la
politica  conservatrice della classe dominante, si guadagn il  favore
dei  cattolici  con  la  spedizione contro la repubblica  romana,  ma,
contemporaneamente, cerc anche di assicurarsi il  sostegno  popolare,
con la promessa di riforme economiche e politiche.
     Nel  corso del 1850, l'Assemblea legislativa cominci a porre  le
basi   di   una   restaurazione   conservatrice.   Una   nuova   legge
sull'istruzione restitu privilegi ed egemonia alla Chiesa. La libert
di  stampa  fu sottoposta a forti limiti. Nuove norme per  l'esercizio
del diritto di voto richiesero come condizioni necessarie l'assenza di
condanne  penali e la residenza nel distretto da almeno tre anni,  per
cui  furono  complessivamente esclusi dal voto circa  tre  milioni  di
cittadini,  in gran parte operai residenti nelle aree di  pi  recente
popolamento e con maggiore tensione economico-sociale, come Parigi, le
grandi citt e le regioni industriali.
     L'introduzione  di nuove norme elettorali non  era  condivisa  da
Luigi  Napoleone, che mirava a farsi rieleggere tramite un  plebiscito
popolare. Egli, pertanto, cominci a sostenere i "diritti popolari"  e
chiese  la  revisione proprio della norma costituzionale che stabiliva
la  non rieleggibilit del presidente. L'Assemblea, a maggioranza,  si
oppose  a  questa  richiesta  ed anche a  quella  di  ripristinare  il
suffragio universale, successivamente avanzata dallo stesso Bonaparte.
     A  questo  secondo rifiuto, Luigi Napoleone, forte  del  sostegno
dell'esercito e del favore popolare, rispose con la forza, attuando un
vero  e  proprio colpo di stato: il 2 dicembre 1851 fece  occupare  il
parlamento dall'esercito, sciolse l'Assemblea e ristabil il suffragio
universale. Successivamente avvi una dura repressione e una serie  di
manovre   volte   a   smantellare   definitivamente   le   istituzioni
repubblicane  e  ad instaurare un regime di tipo dittatoriale  con  il
consenso   popolare.  Nel  gennaio  del  1852  introdusse  una   nuova
Costituzione,  approvata a larghissima maggioranza  da  un  plebiscito
indetto a suffragio universale, con la quale rafforz notevolmente  le
sue prerogative; essa prevedeva infatti che il presidente restasse  in
carica  per  dieci  anni,  assumesse i  poteri  fondamentali  e  fosse
responsabile solo davanti al popolo. Nel dicembre del 1852,  un  nuovo
plebiscito  elesse  Luigi Napoleone imperatore col nome  di  Napoleone
terzo.
